La Sagra del Borlengo

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19/05/2018 - La Sagra del Borlengo

Dal 1967 a Guiglia si celebra la Sagra del Borlengo, un cibo locale tradizionale la la cui diffusione interessa un territorio veramente molto ristretto. Con l’obiettivo di valorizzare, tutelare e mantenere vivo l’interesse per questo piatto “povero e antico”, il centro storico di Guiglia ospita  per i primi tre week-end a maggio spettacoli, musica, attrazioni e buon cibo.

Sono comunque numerosi i ristoratori della zona che propongono il Borlengo nel loro menù tutto l'anno. Nonostante la sua secolare età, questo cibo non ha mai oltrepassato i confini entro i quali, ancora oggi, è conosciuto. Forse anche per questo le sue caratteristiche sono rimaste intatte e tramandate di generazione in generazione.

La ricetta del Borlengo perfetto

Il Borlengo, come per buona parte delle ricette tradizionali, è soggetto a varie rivendicazioni relative alla sua origine. Ogni paese della zona ne rivendica la paternità e sono nate molte leggende attorno alla sua nascita. Di fatto, la datazione più antica risale al 1266 proprio a Guiglia.

Il Borlengo si prepara cuocendo una colla liquida preparata con acqua, farina, uova e sale, in un’apposita padella chiamata sole o ruola. Una volta cotto, il Borlengo ha la consistenza di una sfoglia molto sottile e friabile. Viene quindi tolto dal fuoco e condito con la cunza (un pesto di pancetta, lardo, aglio e rosmarino) e un’abbondante spolverata di Parmigiano Reggiano. Non appena condito, il Borlengo deve essere piegato in quattro e mangiato subito finché è caldo.

Spesso viene fatta confusione chiamando i Borlenghi con altri nomi come Ciacci o Zampanelle, piatti che in certe zone sono realizzati in modi diversi. Per fare definitivamente chiarezza, il 31 Luglio 1999 è stato redatto e depositato presso un notaio il disciplinare di produzione del Borlengo che ne definisce i requisiti.

Guiglia e il suo piatto tipico, dalle origini antichissime
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