Santuario della Beata Vergine della Verrucchia

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Santuario della Beata Vergine della Verrucchia

Il Santuario della Beata Vergine della Verrucchia è, con molta probabilità, citato fin dal 1291 con il toponimo “Chiesa di Verucchia”, al tempo dipendente dalla Pieve di Missano. Nei secoli ha subito molti restauri e rifacimenti fino all’ultimo, nel 1689, che ampliò notevolmente la struttura per ospitare il crescente numero di fedeli.  

La semplice facciata, caratterizzata dal portale in mattoni e dalle due finestre, è affiancata dal campanile che ripete la tipologia usuale nella zona. L'interno è a navata unica. La piccola immagine della Madonna con Bambino che si venera nel Santuario, inserita in una tela seicentesca sull'altare maggiore, è un raro dipinto su tavola. Seppur ritoccata più volte in epoche successive, è ascrivibile al tardo gotico emiliano. All'immagine sono attribuiti numerosi miracoli, come testimoniano gli ex voto che la incorniciano.

Sugli altari laterali spiccano altri dipinti tra cui San Carlo Borromeo, reso con molta naturalezza, e la Madonna del Rosario ed i Misteri, entrambi settecenteschi. Nel Santuario si conserva inoltre la memoria di apparizioni della Santa Vergine. La prima avvenne prima del '200: la Madonna si manifestò a una pastorella attraverso una piccola pianta di biancospino che cresceva sul colle.

La seconda avvenne il 26 agosto 1660 a una "angosciata giovane di Rosola", Antonia Virgili di Bartolomeo, oppressa anche dai suoi familiari perché ritenuta troppo pia. Per la tradizione religiosa, il Santuario della Verrucchia è un luogo molto importante e suggestivo, collocato in uno straordinario paesaggio naturale e in un'atmosfera densa di profonda spiritualità.

 

Un luogo di grande spiritualità e apparizioni miracolose
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