Immerso tra le dolci colline modenesi, Castelvetro di Modena è un luogo dove paesaggio e tradizione si fondono indissolubilmente, tanto da “fare rima” con Lambrusco. Qui, infatti, la vite da cui nasce il pregiato Lambrusco Grasparossa rappresenta la coltura simbolo del territorio, affiancata dal Trebbiano di Spagna, un’uva fondamentale utilizzata nel lungo e sapiente processo che porta alla produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale.
Oggi Castelvetro conta circa 11.000 abitanti, ma le sue origini affondano in un passato molto antico, ancora visibile nelle architetture, nelle piazze e nelle tracce storiche che caratterizzano il borgo. Proprio per la ricchezza del suo patrimonio culturale e per la straordinaria bellezza del paesaggio circostante, è diventato una meta turistica sempre più apprezzata.
Il paese ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico-ambientale che premia l’eccellenza dell’accoglienza e dei servizi, ed è riconosciuto come Città del Vino. Inoltre, oggi Castelvetro di Modena è annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, confermando il suo ruolo di destinazione d’eccellenza capace di unire storia, cultura ed enogastronomia.
Nel 2024 è entrato nella Top Ten del concorso televisivo Rai IL BORGO DEI BORGHI.
Fondata in epoca etrusca, Castelvetro di Modena diventa presidio militare romano e, in seguito, territorio sottoposto al Monastero di Nonantola. Il suo Castello medievale è attestato attorno all’anno Mille e, nell’arco di tre secoli, cambia più padroni. Fra questi, si ricordano Matilde di Canossa e i marchesi Rangoni che lo tengono dal 1326 al 1796. Nel Borgo, fra le vestigia medievali e le costruzioni storiche, spiccano le sei torri che ne caratterizzano tuttora lo skyline. Risale invece agli anni ’70 la particolare decorazione della piazza principale con un motivo a scacchiera in marmo e sasso.
Guida turistica della località
