CRAC Spazio Arte

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CRAC Spazio Arte

CRAC Spazio Arte è lo spazio che il Comune di Castelnuovo Rangone dedica all’arte contemporanea

L’idea di CRAC è di abbattere in un certo senso le barriere fisiche per consentire una fruizione piena e ininterrotta delle opere artistiche, svincolando l’esperienza della visita della mostra a orari o giorni prestabiliti, la sede infatti consente di ammirare le opere esposte ogni giorno a qualsiasi ora: la sala infatti è illuminata dall’interno e grazie alla vetrina trasparente le opere d’arte sono sempre visibili dall’esterno. 
Il tutto in un contesto pubblico che richiama il legame tra la storia – CRAC valorizza una parte delle antiche mura cittadine – e la contemporaneità artistica che nello spazio trova ospitalità.

La stagione 2020 inaugurerà con la prima di quattro installazioni pensate appositamente per CRAC: l’intervento site specific di Alena Tonelli e Vale Palmi, artiste formatesi all’Accademia di Bologna, curato da Maria Chiara Wang, per proseguire poi con il progetto dell’artista modenese e docente all’Accademia di Brera, Barbara Giorgis. Progetto quest’ultimo curato da Mario Bertoni, critico d’arte, che ne ha scritto anche il contributo testuale. Sarà poi la volta dell’artista fiorentino, Flavio Pacino, di recente ritorno da importanti esperienze Newyorkesi, presentato da un testo di Martina Aiazzi Mancini, curatrice e contributor di Forme Uniche.
L’estate vedrà protagonista i lavori dell’artista Laura Forghieri, formiginese d’origine ma formatasi a Milano, accompagnati dal testo di Daniela Ferrari del Museo MART di Trento e Rovereto.
L’autunno segnerà l’ingresso al CRAC dell’intervento site specific di Luca Caccioni, artista bolognese di interesse internazionale e direttore della cattedra di pittura all’Accademia di Bologna.
Chiuderà il 2020, accompagnandoci fino al 2021 la mostra di un altro artista internazionale, il pittore modenese Andrea Chiesi, docente di pittura per le Accademie di Ravenna e Macerata. Chiesi svilupperà un particolare progetto per il quale sarà affiancato da tre sue allieve dell’Accademia di Macerata: Camilla Cerioni, Irene Favalli e Sofia Paci.

Ancora una volta le antiche mura del castello scambieranno lustro e protezione con il lavoro di questi artisti, giovani o già affermati, che daranno continuità ad un progetto “folle“ ed unico che rende Castelnuovo Rangone meritevole di far parte delle Città d’arte dell’Emila Romagna.

Curatio Vulneris

8 Febbraio  > 22 Marzo
Inaugurazione Sabato 8 febbraio – ore 17:00
A cura e testo critico di Maria Chiara Wang

Curatio Vulneris si propone come una liturgia che dal vulnus crudum (ferita sanguinante) conduce al vulnus medeor (il curare la ferita).
Vale Palmi nelle sue opere (fotografie e dipinti) mostra in maniera diretta, senza filtri, i tagli e le incisioni inflitte nella carne.  La ferita è una Porta da cui si può uscire e, al contempo, è uno squarcio nella quotidianità che consente al Reale di entrare. È un modo per liberare l‘Anima/Sangue (‘il Sugo della Vita’) dalla Gabbia/Corpo. Le opere della Palmi sono, quindi, un’esortazione a lasciare aperti i Corpi a quella comunicazione sensibile che si fa strada attraverso il Dolore e l’atrocità dei Fatti della Vita. Con una scrittura di sangue e carne supportata dalla carta o dal ferro zincato, l’artista diviene portavoce di una poetica della Decomposizione e della Vita dopo la Vita.
Alena Tonelli, con un processo quasi rituale, si prende cura delle ferite fasciandole con la tela grezza e proteggendole dalla vista altrui. Dal tessuto traspaiono piccole tracce, indizi velati della lesione celata. Le forme dei supporti innescano un ‘meccanismo visivo’ grazie al quale lo spettatore legge e rintraccia – più o meno consapevolmente – nei contorni indefiniti dell’opera elementi familiari. L’intento dell’artista è stimolare un ascolto interiore che metta in risonanza l’opera con il suo pubblico. Il discorso semantico è implicito nelle sculture e nelle tele, il significato resta in potenza e parla all’inconscio di chi l’osserva. Le bende proteggono e curano ferite che sono sia fisiche che spirituali.

Meditation surface tetrahedrom

Nuova opera d’arte urbana a Castelnuovo
Domenica 16 febbraio inaugura Meditation surface tetrahedron

Una piramide dal grande valore simbolico ad ornamento della piazzetta sotto l’antica cinta muraria. Domenica 16 febbraio alle 11.30 inaugura “Meditation surface tetrahedron”, la nuova opera d’arte urbana di Castelnuovo Rangone.

Realizzata con una produzione limitata di piastrelle della ceramica Refin, tra i leader mondiali del settore, su progetto grafico dell’artista Pier Lanzillotta, l'opera racconta un lungo viaggio che parte dalle trame grafiche dell’artista, attraversa il quotidiano e diviene infine opera urbana, carica di simbologie evocative. All'osservatore si presenta un tetraedro che con i suoi quattro triangoli equilateri ricalca la perfezione dei solidi platonici, con forti richiami all'antichità, lo spazio figurativo del focolare, che trova spazio nella piazza come una fiamma simbolica, tenuta accesa per ricordare la natura sottile dell’uomo, parte di un organismo più complesso e delicato: il pianeta terra. La trama fitta di un bianco e nero è lo scenario dove diventa necessario perdersi per ritrovarsi, in una dimensione propria e collettiva insieme.

L'opera – afferma Sofia Baldazzini, assessora alla Cultura del Comune di Castelnuovo Rangone – traccia il valore che l'artista ancora vede nello spazio corale, come palcoscenico delle proprie produzioni ma anche come luogo emotivo dove regalarsi ai passanti. Ancora una volta l'arte contemporanea, come avviene dentro lo spazio CRAC, ci sfida a non cercare risposte, ma a porci domande, superando l'attenzione al quotidiano, mantenendo uno sguardo culturale aperto, curioso e capace di cogliere la ricchezza di un nuovo e diverso punto di vista”.

Castelnuovo Rangone, comune sensibile e all'avanguardia attraverso la differenziazione culturale e l’ospitalità artistica

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