CRAC Spazio Arte

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CRAC Spazio Arte

CRAC Spazio Arte è lo spazio che il Comune di Castelnuovo Rangone dedica all’arte contemporanea

idea di CRAC è di abbattere in un certo senso le barriere fisiche per consentire una fruizione piena e ininterrotta delle opere artistiche, svincolando l’esperienza della visita della mostra a orari o giorni prestabiliti, la sede infatti consente di ammirare le opere esposte ogni giorno a qualsiasi ora: la sala infatti è illuminata dall’interno e grazie alla vetrina trasparente le opere d’arte sono sempre visibili dall’esterno. 
Il tutto in un contesto pubblico che richiama il legame tra la storia – CRAC valorizza una parte delle antiche mura cittadine – e la contemporaneità artistica che nello spazio trova ospitalità.

EDIZIONE 2022

La vetrina artistica sotto le mura duecentesche di Castelnuovo torna a regalare suggestioni nella quinta stagione di CRAC.

Domenica 6 febbraio alle 11.30 inaugura la mostra di Francesca Dondoglio “Via di mezzo”, prima proposta dell’anno nello spazio di via della Conciliazione dedicato all’arte contemporanea. Nella mostra dell’artista torinese una pittura di grande impatto visivo ed emozionale, contraddistinta dall'utilizzo del colore rosso e del colore blu, “in una simbologia del colore fatta di qualità contrastanti: razionale e irrazionale, corpo e spirito, che crea nei punti di contatto nuove soglie, luoghi di confine atti a generare il sublime” si legge nel testo di accompagnamento. L’opera di Dondoglio resterà allestita fino al 27 marzo.

La rassegna continua con la mostra “Cavalletto a dondolo, l’istante vuoto” di Giuliana Storino, docente dell'Accademia di Brera che realizza una inaspettata installazione site-specific. L’artista pugliese, in esposizione dal 10 aprile fino al 29 maggio, ci suggerisce attraverso la scultura le proprie riflessioni riguardo le origini dell'arte.

Mostra CAVALLETTO A DONDOLO

Entrambe le mostre sono accompagnate da una breve nota testuale di Alessandro Mescoli, che insieme a Massimiliano Piccini ne ha curato i progetti e gli allestimenti.

L'inizio dell'estate si aprirà con il progetto speciale “Mostri marini”, che propone le ceramiche dell' artista e ceramista Luce Raggi, curato da Alessandro Mescoli e inaugurato il 12 giugno. La Raggi, ora presente al padiglione italiano della prima biennale della ceramica in Cina, è impegnata sia nella ricerca artistica, che nella promozione di altri autori, attraverso lo spazio indipendente Another fucking Gallery di Faenza.

La programmazione continuerà il 7 agosto e fino alla prima settimana di ottobre con la mostra “Sedimentazioni liquide” di Paola Babini, insegnante dell'Accademia di belle Arti di Bologna e Ravenna. L'artista propone paesaggi ed immagini del ricordo ottenuti con tecniche differenti. Accompagna la mostra un testo critico di Luca Maggio che ne è anche il curatore dell'evento espositivo.

A seguire, in autunno, gli spazi ospiteranno dal 9 ottobre l’intervento site-specific “Fino a quando potrò ricordarlo” dello scultore Jacopo Naccarato, laureato all'Accademia di Belle Arti di Bologna, che vede per l'occasione il ritorno di Giorgia Bergantin come curatrice ed autrice della nota critico-testuale.

Ed in ultimo, a chiusura dell'anno, con finissage in occasione del giorno della memoria 2023, sarà la mostra “Mind the Gap” di Flavia Tritto, curata da Maria Chiara Wang che ne firma il testo. L’esposizione, allestita dall’11 dicembre e realizzata appositamente per questo spazio, prende le mosse da un'analisi filologica e percettiva del territorio castelnovese, con un focus selettivo sul torrente Tiepido.


MEDITATION SURFACE TETRAHEDRON

Nuova opera d’arte urbana a Castelnuovo

Partendo dal concetto di abbattere le barriere fisiche di uno spazio artistico, il CRAC apre così la sua sede all'esterno con un opera dal grande valore simbolico. Scopri di più sul Meditation Surface Tetrahedron.


 CONSULTA L'EDIZIONE 2020

Da sabato 17 ottobre il ciclo espositivo di CRAC inaugura la mostra “Auspice Maria. I due monogrammi trovati.” dell'artista Luca Caccioni, a cura e testo critico di Alessandro Mescoli.

"Per questa Mostra al CRAC Luca Caccioni presenta un progetto installativo che si espande su tutta la superficie del luogo espositivo. Interviene sulle ampie vetrate con scritture ed elementi segnici misteriosi e nello spazio con oggetti più o meno riconoscibili, che consunti e probi, non tradiscono riguardo la loro vita passata.
Tra questi, due monogrammi Mariani. Legno e lampadine ad incandescenza, tradizione e modernità, convivono e come un metronomo segnano una transizione forse adolescenziale, accelerando il racconto a ritmi più pop, da sagra indefinitamente paesana .
Non si tratta di un viaggio nel tempo, bensì attraverso il tempo; quello definito e determinato dell'Uomo.
Mosso dal desiderio dignitoso e malinconico di recuperare il passato dal vissuto delle stagioni, denso di relazioni e suggestioni. Soglie da oltrepassare e nuove sensibilità da acquisire; come veicolo per la comprensione delle “corrispondenze del quotidiano ”.
L'artista bolognese, tra i più apprezzati internazionalmente, tratta lo spazio di CRAC come una biblioteca di oggetti e segni da de-crittografare, ognuno protagonista nel raccontare una storia autologa, capace di generare, quasi algebricamente, nuove combinazioni ed intrecci.

Un mondo parallelo e labirintico: un’ architettura di rimando ad  Eco, ma potrebbe essere anche Borges o Calvino, non inutilmente scomodati, che vive di cut-up visivi e mnemonici attivati dai ricordi dell'autore.
Un punto d’osservazione privilegiato su un sistema infinito di narrazioni, provocatoriamente confinato in un ambiente chiuso e relativamente piccolo, ma anche un'opera aperta, che innescata dall'autore attraverso la messa in scena, si autoalimenta, fino ad assumere carattere di indipendenza. Proponendo ad ognuno di noi, lettori, un diverso finale."

 Alessandro Mescoli       


 CONSULTA L’EDIZIONE 2019

Spesso i significati collettivi si costruiscono nella perseveranza dei buoni stimoli. Per questo il poter confermare l'esperienza di contaminazione artistica che lo spazio Crac ha inaugurato, rappresenta oggi un segnale forte di affermazione e tensione evolutiva. Le vecchie mura medievali dell'antico Castello saranno ancora lo sfondo di un susseguirsi di opere di grande impatto, dando progressivamente nuove identità allo spazio e nuove occasioni di approccio all'arte in una forma di contemplazione propria, fatta di passaggi quotidiani e soste, di incontri e dialoghi. Castelnuovo riafferma così la sua volontà di essere "Città d'arte", raccogliendo anche l'importante riconoscimento della Regione e celebrando di fatto la semplicità e la vitalità di una terra che ha ancora spazi e modi per stupire.

Sofia Baldazzini - Assessore alla Cultura / Comune di Castelnuovo Rangone

Artisti partecipanti: Matteo Lucca, Sonia Agosti, Mario Giovanardi, Pier Lanzillotta, Daniele Gagliardi, Simone Pellegrini, Gianmario Sannicola, Juan Eugenio Ochoa.
Scopri di più su questi artisti e le loro proposte consultando il programma dell'edizione 2019.


CONSULTA L’EDIZIONE 2018 

Inaugurare un luogo d' arte oggi è una semina lenta e fiduciosa oltreché un invito esplicito ad una costruzione/ricostruzione di significati collettivi. Lo spazio CRAC Castelnuovo Rangone Arte Contemporanea, si pone al centro del paese come sede di installazioni permanenti bimestrali e porta l'arte in vetrina consentendo una fruizione libera e d'impatto sul passante. Le opere d'arte si pongono su uno sfondo storico che rievoca il tracciato delle vecchie mura medievali dell'antico Castello che risalgono al 1200 e sono tra le più importanti in provincia di Modena, andando così a costruire un ponte immaginario tra il passato e il presente di un luogo. Volutamente le creazioni si affacciano sulla quotidianità di un paese e contribuiscono a contaminarla, costruendo significati e panorami nuovi.

Sofia Baldazzini - Assessore alla Cultura / Comune di Castelnuovo Rangone

Artisti partecipanti: Marika Ricchi, Massimiliano Galliani, Andrea Cereda, Elysia Athanatos. 
Scopri di più su questi artisti e le loro proposte consultando il programma dell'edizione 2018.

Castelnuovo Rangone, comune sensibile e all'avanguardia attraverso la differenziazione culturale e l’ospitalità artistica
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