Palazzo Boncompagni

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Palazzo Boncompagni

Palazzo Boncompagni è un elegante edificio rinascimentale giunto fino a noi quasi del tutto integro nelle sue forme. La sua costruzione risale agli anni 1560-67. Fu commissionato da Ercole Contrari il Vecchio, feudatario di Vignola, e realizzato dal "magistro/muratore" Bartolomeo Tristano di Ferrara su progetto del grande architetto vignolese Jacopo Barozzi detto il Vignola. Per questo motivo iI Palazzo è conosciuto anche come Palazzo Barozzi.

Il nome “Boncompagni” deriva invece dalla famiglia che subentrò ai Contrari nel marchesato di Vignola e che restò proprietaria del Palazzo fino al 1949. Successivamente l’edificio venne acquistato dalla Parrocchia di Vignola che tuttora lo gestisce.

Palazzo Boncompagni si sviluppa su quattro piani. Il piano interrato e il piano terra rialzato erano destinati alle cucine, agli approvvigionamenti e all'andamento della casa. Il piano nobile era la parte dove il feudatario viveva e riceveva, mentre il sottotetto era destinato alla servitù.

L’edificio ha un corpo di fabbrica di pianta leggermente rettangolare a cui sono annesse due ali laterali; quella di sinistra contiene la famosa scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi. Si tratta dell’unica parte verticale che collega i piani del palazzo. La sua particolarità sta nell’essere completamente aerea, sostenuta soltanto da una colonna e dal muro perimetrale dove sono “incastrati” i gradini autoportanti. I gradini sono 106 e l’altezza totale della scala è di 12,33 metri.

Il seminterrato di Palazzo Boncompagni - che ospitava anche le cantine, due pozzi e il primo ciclo della scala elicoidale - è stato interessato da un recente restauro che ha permesso di recuperarne alcuni ambienti e ricavare una splendida sala conferenze.

 

Un palazzo rinascimentale con una scala che sfida le regole dell'architettura
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